A proposito di pesce d’aprile

Le origini del pesce d’aprile non sono note, anche se sono state proposte diverse teorie.

Prima dell’adozione del calendario Gregoriano, nel 1582, il Capodanno era celebrato dal 25 marzo (la vecchia data dell’equinozio di primavera) al 1 aprile. Una delle ipotesi più accreditate vuole dunque che, a seguito della variazione, non tutti si abituarono al cambiamento e vennero quindi additati come gli “sciocchi d’aprile”, da qui l’origine burlesca del primo di aprile. Nel 1564 il re francese stabilì, con il decreto di Roussillon, che il primo giorno dell’anno fosse il 1 gennaio. Anche il calendario gregoriano sceglierà qualche anno dopo la stessa data per festeggiare il Capodanno.

La leggenda vuole che molti francesi, contrari a questo cambiamento o semplicemente sbadati, continuassero a scambiarsi regali, festeggiando il Capodanno come ai vecchi tempi. Dei burloni iniziarono così, per sbeffeggiarli, a consegnar loro regali assurdi o vuoti durante feste inesistenti. Nel regalo vuoto si poteva trovare un biglietto con scritto “Poisson d’Avril”.

Quando è stato convocato il Consiglio Comunale il primo di aprile con onestà ci ha sfiorato l’idea che fosse un pesce d’aprile soprattutto pensando che solo una settimana prima tutto il Consiglio aveva votato una mozione presentata dalle minoranze, mozione, che ci faceva nuovamente AVVITARE, come qualcuno ci ha detto, su una questione trita e ritrita: la fondazione Balicco.

Eppure mercoledì primo di aprile il Presidente della Fondazione, accompagnato da un commercialista di fiducia (profumatamente pagato per sua stessa ammissione e quindi con poco tempo da perdere), ha partecipato al Consiglio.

Ebbene con tanto di slide davvero molto suggestive ci ha fatto precipitare dall’ilarità di un poisson d’avril ad una macabra inquisicion espanola con tanto di immagini di persone che spiano dal “buco” della serratura per guardare in una camera da letto dove, ha precisato, si recita il rosario. Non solo. E’ stato capace di ben altri miracoli!! Come già per la liquefazione del sangue del santo partenopeo, Azzolari è stato capace di trasformare ciò che qualche settimana fa dichiarava essere roba costata un capitale e pressoché inutile (il belvedere della casa di riposo), in un lascito che la stessa casa di riposo (comunque non sotto la sua gestione)  ha fatto alla comunità! O’ miracolo!!!

Ebbene una lezione magistrale davvero degna della chiesa del tempo! Lezione che si è tenuta davanti a una maggioranza sempre più composta da cavalieri silenziosamente annuenti nel loro consueto mutismo. Lasciamo perdere la claque degna dei peggiori talk show, che mai si vede ad altri Consigli Comunali, se non a quelli dove c’è da sostenere il futuro S… Il futuro. Punto.

Ora a noi, che sappiamo di essere “ignoranti” e magari senza master, ci pareva che la domanda fosse semplice: perché sono aumentate le rette? In cambio di quali servizi aggiuntivi? Beh, che dire, non lo abbiamo capito ma soprattutto, e questo invece lo abbiamo capito benissimo, non ci deve essere detto! Il personale è felice, gli ospiti serviti e riveriti, i parenti gaudiosi, quindi?!?! E se qualcuno vuole approfondire vada direttamente dal Presidente!

Per quanto riguarda i bilanci… Beh anche qui poco da dire… La famosa mano del presidente che nell’incontro privato con le minoranze fa il movimento sussultorio del “così, così”, ha preso miracolosamente forma nelle parole del fidato commercialista: “Nel 2012, pareggio, nel 2013 piccola perdita, nel 2014 a causa di spese impreviste…insomma… E nel 2015 “sostanzialmente” in pareggio. Indi per cui, come ha ripetuto più volte il Dott. Montanelli che ha esordito dicendo di non voler fare il maestrino finendo poi per fare addirittura il Confucio delle fondazioni, della situazione finanziaria della Casa di Riposo, questo è ciò che abbiamo saputo. Così, così.

Pertanto cari cittadini che ci avete continuamente sollecitato ad evidenziare criticità di vario genere che dirvi: andate a fare volontariato alla Fondazione come ci ha nuovamente sollecitato il Presidente! Al di là della poca finezza rispetto a chi tra noi svolge già una vita di volontariato (per volontà non facciamo i nomi di molti di noi già impegnati in attività di vario genere…), sorge però spontanea una domanda: ma il Presidente remunerato Azzolari (Beppe per noi che siamo amici), prima di essere nominato tale, quante ore di volontariato ha speso presso la fondazione Balicco? Beh su questo la risposta è certa…

Author: redazione

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1 Comment

  1. buonasera vi devo tirare le orecchie :nel resoconto avete dimenticato di dire che il ( commercialista profumato…) ha espresso il suo dotto parere : che la comunità di martinengo faccia donazione della struttura alla fondazione balicco…???????????!!!!!!!!!!!!

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