Martinengo | Moschea sì, moschea no, moschea forse!

Come dimenticare le ultime campagne elettorali della Lega, fatte di proclami circa moschee che sarebbero dovute nascere in ogni comune? Anche a Martinengo, ovviamente. Se non che, già una ce n’è da tempo. E non certo inaugurata da noi.

Come dimenticare le polemiche nate intorno al presunto conflitto di interessi del Sindaco che è risultato essere il legale tutelante la proprietà che ospita il centro culturale e nel contempo il rappresentante partitico che sulla campagna antimoschee ha fatto una grande battaglia.

Comunque, passiamo ai fatti.

Luglio 2016: Regione Lombardia scrive ai sindaci chiedendo che vengano segnalati luoghi di culto, in particolare moschee, centri culturali islamici e scuole coraniche.

Dicembre 2016: Regione Lombardia attraverso i media divulga i risultati del censimento e da evidenza che in provincia di Bergamo sono stati segnalati 94 luoghi. Segnala inoltre che sul territorio 70 luoghi meritano approfondimenti e 30 presentano evidenti criticità.

14 gennaio 2017: il nostro gruppo presenta un’interpellanza in cui si chiede quanti sono i luoghi di culto a Martinengo e se qualcuno di essi rientra in quelli che meritano approfondimenti o sono ritenuti critici.

8 Febbraio 2017: la risposta alla nostra interpellanza riporta che l’ufficio tecnico sta provvedendo ad inviare il censimento alla regione (dopo sei mesi dalla richiesta) e che in Comune non risulta pervenuto nessun elenco di luoghi critici da Regione.

Ora, abbiamo appurato che il 25 gennaio (ben tredici giorni dopo la nostra interpellanza) l’ufficio tecnico chiede tramite mail l’elenco dei luoghi di culto rilevati da regione e che regione sempre tramite mail del 13 febbraio regione risponde che non è stato predisposto un elenco dei luoghi di culto ma che l’intento della richiesta del luglio precedente aveva lo scopo di valutare la possibilità di intervenire con eventuali provvedimenti legislativi atti a regolamentare questa materia.

20 febbraio 2017: la stampa (Eco di Bergamo del g. 21) titola: stretta antimoschee… E’ stata infatti emanata una circolare regionale che equipara i centri culturali ai luoghi di culto. Nella circolare si distingue tra i centri culturali nati dopo il 2015 che vengono equiparati a luoghi di culto e quelli prima del 2015 che, se svolgono attività di culto, sono vincolati alla destinazione d’uso all’edificio che ne ospita la sede. In questi casi un cambio di destinazione è possibile solo con una modifica al pgt.

E quindi? Che faranno i nostri attentissimi e precisissimi amministratori visto che nulla hanno segnalato? Cambieranno la destinazione d’uso dei locali? Faranno finta, come già fatto, che non esistono problemi? O si limiteranno tramite alcuni loro assiduissimi frequentatori di social, a dire “BRAVA LA REGIONE!!! BRAVO MARONI!!! GIU’ LE MANI DAL CROCEFISSO!!!” e poi lasciare tutto come è?

Author: redazione

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